cenni storici

L’idea di costruire il Faro Votivo e quindi di    erigere un monumento ai Martiri Fascisti in Minervino Murge nacque il 23 febbraio 1923, secondo anniversario della morte del fascista Riccardo Barbera a Molfetta, ad opera dell’Avv. Altomare. Il Segretario Federale del tempo, Araldo di Crollalanza, avocò a sé il compito di realizzare l’idea dei generosi cittadini di Molfetta, dando incarico all’architetto Forcignanò di studiare un progetto di monumento.
Il Forcignanò ideò di costruire un Faro Votivo ispirato in tutto l’insieme architettonico-decorativo al simbolo dei Fasci Littori. Fu eseguito un primo bozzetto ed approvato dal Comitato Fascista di cui era Presidente Mario Limongelli, il primo condottiero del Fascismo della Murgia e della Provincia. Il 28 ottobre 1923 il Segretario Federale di Crollalanza convocò tutti i gerarchi ed i gagliardetti della provincia a Minervino Murge per la posa della prima pietra del “Faro”. Successivamente mentre si procedeva alla raccolta dei fondi il Forcignanò concretò il suo definitivo progetto. Dopo la raccolta dei primi fondi, però, i lavori furono iniziati, ma a breve interrotti per difficoltà di vario genere, per cui si dovette procedere alla perizia dei lavori già compiuti ed alla redazione del progetto e del preventivo di spesa per i lavori che restavano da compiere. Per superare le varie difficoltà che avevano impedito al Comitato la sollecita esecuzione ed ultimazione dei lavori, la Federazione del P.N.F. d’accordo con S.E. il Prefetto, ritenne opportuno di sciogliere il Comitato stesso, e di affidare all’Amministrazione Comunale di Bari il compito di appaltare i lavori di completamento del Faro Votivo, con autorizzazione a riscuotere direttamente i contributi deliberati dall’Amministrazione Provinciale, dai Comuni, dai Fasci, nonché ogni altro contributo derivante da sottoscrizione e da offerte di altri Enti, Autorità e privati. Presentato il progetto all’approvazione del Duce, Egli vi scrisse di proprio pugno: «Approvo ed avanti coi lavori. Mussolini Anno 11». Il Duce offrì L. 10.000 (personali) alla sottoscrizione ed una fotografia con dedica: «Ad Aldo Forcignanò – architetto fascista – con simpatia ed ammirazione per il Faro di Minervino». E non si fermò qui il consenso del Duce; spesso Egli si interessò dell’Opera che promise avrebbe inaugurato personalmente. I lavori, prima affidati all’impresa Labianca, si trascinarono con esasperante lentezza dovuta ad una serie di difficoltà finanziarie fin quando, auspice il Ministro di Crollalanza ed il Segretario Federale Prof. D’Addabbo, non si concretò un solido piano di finanziamento. Furono in tal modo invitati a contribuire alla costruzione dell’opera i Comuni della Provincia di Bari, l’Amministrazione Provinciale ed il Consiglio Corporativo dell’Economia.  Un uomo attivo e tenace, il Comm. Vella, Commissario Straordinario al Comune di Bari, fu incaricato di portare a compimento la grande opera, che fu affidata per la costruzione alla Ditta Ceci e Nigro. In breve volgere di tempo i lavori andarono alacremente avanti. Il 1° settembre 1930, tuttavia, i lavori vennero sospesi poiché per omissioni di muratura in pietra da taglio ed altre opere assolutamente necessarie, occorreva elaborare una nuova perizia suppletiva, per cui si procedette alla liquidazione dei lavori al punto in cui si trovavano.
I lavori furono ripresi il 15 febbraio 1931 e completati il 30 giugno dello stesso anno e cioè entro il termine utile. Il Ministero della Marina, con nobile gesto, offrì la lanterna luminosa per il Faro e tutto era già pronto nel settembre 1931 in attesa della venuta del Duce per inaugurarlo. Impedito da affari di Stato il Duce non potè intervenire personalmente; la cerimonia fu rinviata e successivamente il Duce delegò il Segretario del Partito, S.E. Starace, per l’inaugurazione che avvenne con grande solennità il 29 giugno 1932. Subito dopo l’inaugurazione però, si verificarono imperfezioni nel funzionamento della lanterna e del motore e quindi si resero necessarie alcune riparazioni, sino ad arrivare alla decisione ultima di modificare radicalmente il macchinario e il motore stesso a causa del protrarsi del cattivo funzionamento. Nel 1991 a causa di nuovi disservizi del sistema di illuminazione, il Comune chiese al Ministero della Marina Militare la donazione di una nuova lanterna. Il Ministero non potè donare una nuova lanterna ma solo effettuare una riparazione di quella esistente. Nel 1998, il faro fu affidato in gestione all’Archeoclub e alla Proloco di Minervino Murge in seguito alla sottoscrizione di una convenzione con il Comune, proprietario del monumento.

Bibliografia di riferimento:
M. DE PASCALE, Faro Votivo Minervino Murge, Barletta, 1932
A. CAMPANILE, Minervino Murge ieri e oggi: note e appunti, Cassano Murge, 1979
G. D’ALOJA, Minervino: appunti di storia, Verona, 1989